Non sei più quello di una volta — Donne, filmmaker per natura

by Alescanca,
Non sei più quello di una volta — Donne, filmmaker per natura
Quando noi donne ci facciamo un film invece di amare l'uomo che abbiamo accanto.

Una delle cose di cui vado molto orgogliosa é riuscire a capire e a parlare più lingue, nonostante non abbia ancora capito il linguaggio del sesso maschile (ma sono sicura ce la farò prima o poi!). Sono ormai sei anni che viviamo stabilmente in giro per l’Europa, prima in Svizzera, poi in Francia e adesso in Germania. Passeggiando per Parigi qualche giorno fa, ho ascoltato una conversazione fra due fidanzati in crisi. La frase che lei ripeteva ogni tre parole era: “Tu n’est pas plus comme avant!”, “Tu n’étais pas comme ça avant!” ( … non sei più quello di una volta, non eri così prima). Ascoltando le sue parole ho capito due cose: primo, noi donne siamo tutte uguali, da Parigi a Palermo, da New York a Friburgo; secondo, penso che potrei cominciare a scrivere un’enciclopedia universalmente accettata da intitolare “L’universo femminile, per non sbagliare gioca sempre la carta dello shopping insieme”, da almeno un milione di pagine solo il primo volume.

Seppure le donne italiane siano più esigenti, le francesi più formali e le tedesche più forzute (riescono a far entrare una cassa di birra in macchina con una mano sola mentre tengono in braccio il bambino moccioloso con l’altra), tutte le donne che conosco sono delle bravissime idealizzatrici. Quanto ci piace proiettare sull’altro quello che più ci piacerebbe AVERE! Noi vogliano. Vogliamo la perfezione. Se qualche povero disgraziato si avvicina a noi ed é minimamente gentile, noi torniamo a casa immaginandolo mentre ci prepara una cena buonissima con tanto di candele e cambia volentieri il pannolino al bambino, mentre noi annusiamo il mazzo di trenta rose rosse che ci ha appena regalato, sdraiate in giardino. Noi siamo serie in queste cose, siamo tutte delle registe professioniste. Non parliamo poi se il poveraccio in questione abita da solo. Che fascino! Lui sí che se la sa cavare! Lui non pretenderà mai che io faccia le cose di casa perché é abituato a farle, le fa benissimo e capisce che il problema riguarda entrambi (in guardia ragazze! anche mio marito abitava da solo ma è repellente alle faccende di casa). Insomma, noi donne parliamo tutte la stessa lingua, ci facciamo dei film infiniti, pretendendo sempre di più da quegli sventurati che ci avvicinano.

La domanda sorge spontanea: non é per caso che lui é sempre stato così ma noi lo abbiamo travestito da uomo ideale e non l’abbiamo mai visto per quello che era? Tutti pensiamo nei primi tempi di una relazione che stiamo frequentando un angelo disceso dal cielo che soddisferà tutte le nostre aspettative; finito l’innamoramento (che dura al più un paio d’anni) ci si scontra con un peccatore da amare, in fondo, proprio come te. All’improvviso compaiono i difetti, vengono deluse aspettative e ti accorgi pure che ha due pelazzi sull’orecchio destro e adora mettersi i calzini con i sandali — la cosa più antisexy che si possa vedere.

Una mia amica dice sempre che una delusione é sempre frutto di un’illusione.

Questo é il momento dell’Amore come scelta, perché l’Amore vero é una scelta non é il friccichio al cuore. L’Amore può iniziare per un’attrazione, una forte stima o una certa complicità, ma é soprattutto una scelta. Guardiamoci intorno. Pensiamo ad una mamma (IO) che alle tre di notte deve fare una poppata e cambiare il pannolino. Pensate che quell’Amore ha il batticuore? La risposta é NO, vorrei dormire e non essere rotta le scatole almeno di notte. Oppure, c’é batticuore nella moglie che prepara la cena al marito dopo una giornataccia con tre pesti? La risposta é ancora NO. Pensate che Cristo avesse il friccichio al cuore mentre moriva sulla croce? Ma allora l’Amore é un dovere senza sentimenti?

L’Amore é una scelta.

Io scelgo quest’uomo non perché risponde al mio prototipo e neanche perché lui mi renderà felice. Io lo scelgo perché io voglio renderlo felice, io lo Amo e penso che ne valga la pena spendere la mia vita con lui ( … anche se il calzino con i sandali va rivisto). San Francesco ha ragione, é dando che si riceve. É spendendo la propria vita per qualcuno che ti senti pieno. Il friccichio al cuore é una fase, bella e importante, ma se non riesce a trasformarsi in scelta, se non si sporca le mani, é superficiale e di solito finisce con una bella tranvata.

Mio marito non é più quello di una volta, é molto meglio ai miei occhi da quando mi sono decisa a vederlo per quello che é. A vedere lui e non le mie illusioni.

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