14 Maggio 2013

Alescanca

Prova costume, la smagliatura che non va più di moda

Sabato scorso, spinti dal brutto tempo di Freiburg, abbiamo deciso di fare la “classica famiglia italiana”, ovvero di chiuderci in un centro commerciale. Attraversato il confine, eccoci da Decathlon a Colmar in Francia (questo è il massimo di centro commerciale per la famiglia Rao). Le cose da vedere erano tante: decidere la giusta tenda per il campeggio per tutta la ciurma con cuginetto annesso, i sacchi a pelo per Chiara e Maria, un nuovo casco per papá, i costumini per le mie topine e infine il costume per mamma (!!!).

Entrata in camerino, mi provo un bel bikini mentre un figlio entra e esce come se mamma non fosse nuda e papà sbircia. Appena pronta, mi accorgo subito di una anomalia nello specchio; sembrava fosse uno di quelli che modificano l’immagine — non mi convince, dice che ho una pancia da terzo mese di gravidanza, però moscia e piena di smagliature (!!) — Allora esco con un’aria quasi infastidita e dico che non posso assolutamente comprare un costume in un negozio che ha specchi deformanti. Carica dei discorsi fatti con amici in precedenza — a quarant’anni di solito gli uomini o si comprano il BMW o si mettono con la ventenne — e considerando che Francesco non é lontano dai quaranta, decido di mettermi a dieta all’istante!

Non c’é niente da fare, la smagliatura, nel mio caso ricalcata per ben tre volte, non va di moda. Non so se hai tempi di mia madre o di mia nonna andasse di moda e non so nemmeno se avevano il tempo di andare al mare. So che a me non piace molto, ma allo stesso tempo, ne vado fiera; fiera di portare i segni della vita sul mio corpo come Gesù porta, anche dopo la resurrezione, i segni dei chiodi. Lo so che il paragone e molto alto, ma si tratta sempre di dare la vita. Non lo dico come scusa, giuro di essere a dieta e al mattino faccio anche quelli che a casa Rao si chiamano i lardominali! Lo dico solo per dire che noi mamme dovremmo vantarci delle nostre brutte smagliature, dovrebbero essere il nostro vessillo -Eccomi, sono una mamma! Non avrò fatto molto di buono nella vita, ma almeno ho dato la vita per qualcuno, ho messo al mondo un cucciolo d’uomo.

Sarebbe molto più bello se guardassimo così il nostro corpo. La nostra vita, e quindi anche il nostro corpo, non serve a niente se non é speso per qualcuno; può essere anche fra i più belli, puoi essere la donna più figa del paese ma cosa ci fai se non ti spendi per qualcosa per cui ne vale la pena? qualcosa di grande … di davvero grande.

Queste poche righe volevano essere un inno a noi mamme dalla pancetta moscia. E poi, mariti! abbiate pietà di noi anche se state raggiungendo i quaranta e anzi, siate fieri e vantatevi delle smagliature di vostra moglie.



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