04 Dicembre 2013

Ruvido

Signore cosa vuoi che io faccia— 3 aspetti per riconoscere la volontà di Dio

Attenzione questo post contiene materiale altamente soggettivo, mettetelo in pratica a vostro rischio e pericolo.

Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore? I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni, perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla grava la mente dai molti pensieri. A stento ci raffiguriamo le cose terrestri, scopriamo con fatica quelle a portata di mano; ma chi può rintracciare le cose del cielo? Chi ha conosciuto il tuo pensiero, se tu non gli hai concesso la sapienza e non gli hai inviato il tuo santo spirito dall’alto? Così furono raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono ammaestrati in ciò che ti è gradito; essi furono salvati per mezzo della sapienza. (Sap9, 13-18)

Come potete vedere queste parole non sono mie ma vengono direttamente dal libro della Sapienza. Quindi se vi riconoscete in queste domande, siete chiaramente in buona compagnia. Riconoscere la volontà di Dio è il fondamento del credente, Santo Francesco ne è stato uno degli esempi viventi “Signore cosa vuoi che io faccia”. La sua vita concretizza l’urgenza di comprenderla ed anche la pienezza che si vive nel trovarla e compierla. Eppure non sembra facile riconoscere con chiarezza la volontà di Dio nella propria vita, almeno non per me. Negli anni e soprattutto con l’aiuto di chi stava più avanti nel cammino (fra Max, la mia guida spirituale) ho imparato a riconoscere alcuni tratti distintivi della Sua volontà, delle modalità specifiche che il Signore usa nel concreto per manifestarsi nella vita degli uomini e soprattutto nella mia!

Comprendere la Sua volontà si basa innanzitutto sull’ascolto. Ascolto della Parola di Dio e la sua risonanza nella parte più profonda di noi stessi, la coscienza. Il passo della Sapienza qui sopra ne indica la strada Chi ha conosciuto il tuo pensiero, se tu non gli hai concesso la sapienza e non gli hai inviato il tuo santo spirito dall’alto?. Quindi l’ascolto si basa sulla preghiera e sulla mediazione dello Spirito Santo.

Nel mio cammino e attraverso fra Max ho riscontrato che per riconoscere la volontà di Dio tre condizioni devono essere soddisfatte (tutte e tre e non necessariamente in quest’ordine).

###1. I fatti concreti

A volte questa è la prima condizione che riconosco: i fatti concreti. Qui si parla di cose pratiche. Mettiamo che si parli di volersi fidanzare con una ragazza, Monica. Ora Monica abita in un altro paese, vi siete incontrati raramente, nutre interessi diversi dai tuoi (quindi è ancor più difficile incontrarla), ma sopratutto … ha già il ragazzo! (… e magari pure la data del matrimonio). Ora per quanto uno si possa sentire attratto da Monica ed abbia capito per qualche motivo che è lei la ragazza da corteggiare … tuttavia e’ chiaro che i fatti concreti dicono che stai proprio toppando! Mettiamo invece che ti interessi lavorare in un certo ambito. Senza affannarti più di tanto incontri le persone giuste, anzi queste persone sembra che ti vengano incontro, le occasioni nascono da sole, trovi conferma nella parola di Dio e trovi una sensazione di pace in tutto questo … forse questa potrebbe essere la direzione giusta! Ad esempio, seppure io ed Alessandra eravamo separati da più di 1000km, nell’anno precedente al nostro fidanzamento ci siamo casualmente incontrati più di cinque volte ad Assisi … quando dici le Dio-incidenze …

###2. La parola di Dio

Questo esempio ci porta direttamente al secondo punto: la conferma della parola di Dio. Infatti una volta fidanzati, all’inizio è subito nato un grande scoraggiamento sorto dalle grandi differenze (e km) che ci separavamo. La parola di Dio ci venne in aiuto semplicemente andando a messa e ascoltando il vangelo del giorno:

Sulla tua parola getterò le reti - Lc5,5

Questo passo risuono’ in entrambi con grande chiarezza: “Questa è opera Mia, non vostra, andate avanti, nella vita avete sempre pescato a modo vostro e non avete preso nulla, questa volta fidatevi!”. Senza questo aiuto penso che avremmo lasciato perdere subito fin dal quel primo giorno. Da questo ho tratto un grande insegnamento. Ho capito che ogni pensiero del mio cuore ed ogni progetto deve necessariamente essere vagliato e scrutato attraverso la parola di Dio. Prima di partire per la Francia nel 2007, io ero in grande tensione e non avevo nessuna intenzione di lasciare la mia patria natia, Roma. Ma la parola squarciò le menzogne del mio cuore chi vuole salvare la propria vita, la perderà (!). Proprio questo c’era dentro di me infatti, la paura di lasciare ciò che mi era noto e familiare per qualcosa che non conoscevo (e che si rivelo’ anche piuttosto duro).

###3. La conferma del padre spirituale

Tutto questo infine deve essere messo al vaglio del padre spirituale … con la vita degli altri non si scherza, ma neanche con la propria! A Roma si direbbe “quattr’occhi so mejo de due” ma soprattutto è importante capire a chi siano attaccati questi occhi in più. Il padre spirituale deve essere quella persona che ha esperienza con il Signore per l’assidua frequentazione. Una volta che hai trovato una persona fidata, aprigli tutto il cuore senza riserve, solo così sarà in grado di aiutarti. Altrimenti potrebbe diventare addirittura controproducente. Vedrai come i suoi consigli ti aiuteranno a vedere le situazioni in una luce diversa e con più prospettiva sul tuo cammino. Inoltre il padre spirituale ti spingerà a coinvolgerti in situazioni di cui avresti fatto volentieri a meno! Qui si gioca il punto fondamentale di avere una guida, cioè l’obbedienza. Quando fra Max mi disse che sarei dovuto andare da Mimmo e Cinzia per capire cosa fosse una famiglia cristiana, io non volevo assolutamente partire … solo che quell’incontro mi avrebbe fatto capire con inequivocabile chiarezza che avrei dovuto corteggiare Alessandra. Vista come è andata a finire, evidentemente Dio premia chi si sottomette ad obbedienza!

Una volta verificati questi tre aspetti, quale è la conferma che stai percorrendo la strada giusta? La pace. Quando si compie la volontà di Dio si è nella pace. Questa è la prova del nove che conferma e rincuora. Ogni decisione che porta agitazione, stress o rabbia non viene da Dio. Dove c’è la pace, lì c’è Dio. Questo non vuol dire che le situazioni debbano essere necessariamente semplici … per noi Strasburgo è stata durissima, ma eravamo nella pace che quello era il nostro momento di fatica. Mollare tutto e tornare a casa ci avrebbe messo solo agitazione.

Comprendere la volontà di Dio richiede preghiera e discernimento. Richiede tempo e prudenza. La Sua volontà su di noi è totalizzante. Per questo motivo il discernimento si basa su più punti, se tutti i punti confermano la nostra intuizione allora si può procedere a compiere delle scelte in quella direzione (sempre con prudenza e gradualità). È chiaro che è necessario sempre essere prudenti nel discernimento e non pretendo con questo post di aver dato una guida tuttofare, non pensare questo! Infine come anche per san Francesco, la volontà di Dio si capisce un po’ per volta, è un mistero che si svela lentamente. “Va e ripara la mia casa che come vedi va in rovina” si riferiva alla Chiesa tutta e non alla piccola chiesetta di S. Damiano, che aveva di fronte a se.

Infine concludo con una benedizione affinché il cammino si faccia più chiaro:

Sia su di noi la bontà del Signore, nostro Dio: rafforza per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rafforza (Sal 89)


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