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L'inferno non esiste?

by Ruvido,
L'inferno non esiste?
Dio è buono — su questo non ci piove — ma Dio è anche giudice. La più grande fregatura del cristianesimo fai-da-te? Credere in un Dio buonista (non buono!), uno che ci mette una pezza sopra, tanto "non fa niente", tanto "tutto va bene".

Ai tempi della mia conversione stavo con una ragazza. E mentre incominciavo a scoprire il Signore, soprattutto attraverso le catechesi dei 10 comandamenti di Rosini, in me maturava la consapevolezza del valore della castità. In parte nasceva da una mia ispirazione, ma certamente fu il sesto comandamento a mettere in chiaro le cose. Facendo un piccolo passo indietro, avevo sentito dire che la chiesa indicasse di vivere in castità con la propria ragazza ma, francamente, mi sembravano cose di altri tempi (del tipo la chiesa si deve adeguare ecc. ecc.). Mi ero confrontato con la responsabile del mio gruppo di preghiera ed il risultato fu uno scambio di opinioni: tu la pensi così, io colí; io e la mia ragazza ci vogliamo bene — non è un’avventura — ognuno è tornato a casa sua, amici come prima. In fondo che male c’è a fare l’amore con la propria ragazza quando ci si vuole bene e si vive una relazione seria?

Arrivate le catechesi più incalzanti, le mie certezze incominciavano a vacillare. Mi ritrovavo a dire a Gesù: “Tu lo sai che non si può fare, come faccio a vivere in castità con lei? Non si possono mica imporre le cose, giusto? Io lo so che tu ci passi sopra su questa cosa, in fondo va bene uguale, vero? Quello che conta è il cuore, vero?”.

Fino a che non arrivò il ritiro del sesto comandamento.

“Chi è in peccato mortale non venga a fare la comunione.” ci disse Don Fabio prima della messa.

“Ah beh io sto tranquillo qui, mica ho ammazzato nessuno” — pensavo tra me e me. Poi ripete.

“Chi è in peccato mortale non vada a fare la comunione, mangia la sua condanna!”

“Tranquillo — mi dicevo — qui tutto a posto”

“Chi non ha deciso in cuor suo di smettere di avere rapporti con la sua ragazza, non venga a fare la comunione perché è in peccato mortale!”

I capelli mi si drizzarono come nei fumetti “Oh porca p..!!!” Parla proprio di me!

Il peccato mortale esiste

La maggiore tentazione che viviamo in questo tempo? Non l’ateismo ma la costruzione di un cristianesimo alternativo, una fede ad-hoc costruita per le nostre esigenze e che ci allontana dall’amore di Dio. Il peccato mortale esiste. In Matteo al capitolo 25 Gesù dice:

Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. […] Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. […] E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

Ti hanno detto che l’inferno non esiste, che c’è un Dio buon(ista) che tanto ti fa passare tutto, che l’importante sono le intenzioni e non i fatti. Che alla fine andiamo tutti in Paradiso. Ma il vangelo contraddice questa versione. La verità delle cose è che Dio è buono perché ha misericordia di noi, perché ci accoglie a braccia aperte quando ritorniamo da lui dopo essere caduti. Che ad ogni perdono che riceviamo possiamo rialzarci con nuova dignità e decidere di cambiar vita, “ritornate a me con tutto il cuore” (Gil2,12). Ma non un Dio buonista, il nostro è un “Dio geloso”.

Per ricevere il perdono, il cammino ci viene indicato dalla chiesa stessa:

Nella sciallità generalizzata di una fede diluita, come anche nella durezza e ottusità di un cristianesimo bigotto, perdiamo di vista che tutto ruota attorno al perdono, che Gesù è salito sulla croce per pagare il nostro debito infinito verso il Padre. E che qui sta la chiave di lettura di tutto.

Quindi l’inferno esiste, la dannazione eterna esiste, una vita — per sempre — lontano dallo sguardo del Padre esiste. Ma è una scelta. Il punto di questa riflessione è che la vita eterna, il Paradiso, si incomincia a costruire già da qui, già da ora. Non è un gratta e vinci che alla fine dei tuoi giorni andrai a vedere “che ti è uscito”. Ad ogni concessione che fai al peccato — oggi — corrisponde una perdita di controllo sulla tua vita e sul tuo tendere al Bene. È una scala che si sale quotidianamente, in ogni singolo aspetto della nostra vita: pensieri, parole, opere e omissioni (già sentito?).

Ogni gradino conta.

Buon cammino.

PS. Per non lasciare le storie a metà, alla fine quella famosa storia “seria” ai tempi di don Fabio è finita, e l’introduzione della castità fu una pietra miliare per poter capire fino in fondo se fossimo chiamati o meno al matrimonio. Avere avuto il coraggio di mettere l’obbedienza a Dio al primo posto fu veramente il passo decisivo che fece sbloccare le cose in questo senso.


Per approfondire il cammino


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