Il punto di vista che ti salva

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Il punto di vista che ti salva
Lo faccio perché l'hai detto TU! — è il punto di vista che ti salva! A pochi giorni dal grande giorno, Roberta e Giuliano raccontano il loro percorso di fiducia che porta a volte per vie diverse da quelle in programma.

Abbiamo conosciuto i frati di Assisi nel Luglio del 2014, occasione in cui ascoltammo anche la testimonianza di Francesco e Alessandra. Fu la prima volta in cui ci fu presentato un nuovo punto di vista sull’amore di coppia e sul vivere in una relazione uomo-donna.

Nel mio cammino di fede, ho imparato che, molto spesso, ciò che ti salva è un punto di vista diverso dal tuo. Per me, per Giuliano, per la nostra storia, è stato così. Dio ci ha salvati perché ci ha offerto l’ascolto della Sua Parola, un punto di vista diverso dal nostro e, soprattutto, ci ha regalato la grazia di obbedirgli nonostante i nostri dubbi e le nostre paure.

Fidanzati da molto tempo, circa nove anni, e con alle spalle un eccellente percorso universitario: laurea in medicina nei tempi canonici e con il massimo dei voti, ci siamo resi conto che siamo cresciuti mettendo al primo posto, nella nostra gerarchia di valori, la realizzazione professionale.

Padre Giovanni Marini ci ha illuminato il cuore e la mente. Al corso fidanzati, abbiamo capito che nella vita, per la nostra felicità, è bene mettere al primo posto nel nostro cuore, l’amore. Il donarsi in maniera libera e gratuita ad un’altra persona. Tutto il resto viene in aggiunta. Abbiamo capito che per amare gli altri, devi prima amare te stesso, conoscerti ed essere consapevole che la prima persona con cui ti relazioni ogni mattina, la prima persona che sei chiamato ad accogliere, educare e voler bene, sei tu.

Studiando i libri e gli appunti di Padre Giovanni, continuando a frequentare corsi sull’amore, sulle relazioni interpersonali tenuti dalle suore francescane alcantarine di Assisi e soprattutto grazie all’aiuto di Don Franco Rogato, un prete di Ferrara conosciuto ad Assisi, siamo cresciuti come singoli, nella coppia e nel nostro cammino di fede. Don Franco è diventata la nostra guida spirituale, si è preso cura di noi, si è fatto carico delle nostre ansie e delle nostre paure in merito al fidarsi completamente l’uno dell’altro, in merito al futuro, al crescere come adulti, alle responsabilità di stare in una coppia. Abbiamo capito che, al momento giusto, Dio ti mette sempre gli strumenti per crescere lungo il percorso che Lui ha scelto per te e che, come per il paralitico, in alcune occasioni della vita, è la fede di altri che ti porta a Gesù ed il tuo contributo sta nella vera volontà di guarire, di far andare bene le cose. Ma bisogna avere fede per capirlo e ringraziare.

Il 25 Aprile di quest’anno, a Ferrara, Giuliano mi ha chiesto di sposarlo ed io ho accettato ma con la scelta di celebrare il matrimonio nel 2017. L’aver deciso per una data così lontana non mi faceva dormire la notte; nel mio cuore, sapevo di vivere un’incoerenza con tutto il percorso che stavamo e stiamo facendo, sapevo che c’era qualcosa che mi tratteneva dal mettermi in gioco completamente con Giuliano e soprattutto con Dio. A Luglio di quest’anno, alla Marcia Francescana, abbiamo scelto di anticipare la data. Quando percorri tanti chilometri a piedi con lo zaino in spalla, ti crollano tutte le tue sovrastrutture, riesci a dare un nome alle tue paure e non puoi più mentire a te stesso.

La marcia mi ha insegnato che la vita è una marcia e che, al di là dei tuoi desideri e del tuo passato, al di là degli eventi belli e brutti che sono accaduti nella tua vita, i giorni si succedono uno dopo l’altro e tutte le soddisfazioni, le gioie, i dolori, le paure e le zavorre riempiono lo zaino che porti sulle spalle nella vita. Queste ti appesantiscono il viaggio e, per questo, è bene accoglierle, essere consapevoli del fatto che ci sono e che ti rallentano e avere il coraggio di lasciarle andare, crescere e fidarsi. Nessuno vuole essere amato per secondo, soprattutto quando al primo posto ci sono le paure sulla carriera e sul fidarsi dell’altro. Ho capito che per la nostra felicità, bisogna diventare adulti. Se si ha la grazia di stare in una coppia, e di conoscere il proprio fidanzato e capire che di lui ti puoi fidare, che ti ha dimostrato di voler crescere e dare a te le sue energie migliori allora, per la tua felicità, è bene crescere, lasciare andare gli sbagli del passato ed iniziare ad essere amore per l’altro e a non pretendere solo di riceverlo.

Ho capito che io, per Giuliano, posso essere la persona per cui lui può benedire o maledire la sua vita. Per me, Giuliano è una responsabilità, un dono di cui prendermi cura, è l’occasione per sviluppare i miei talenti di donna, Giuliano mi da’ la possibilità di crescere come persona. E non solo come medico.

La vita è un percorso per arrivare ad una meta e bisogna compiere delle scelte per non restare adolescenti a vita e ritornare sempre al punto di partenza.

Roberta


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Pensando alle nuove coppie che si stanno formando tra i miei amici e confrontandomi con loro, mi sono rivenuti in mente tutti i dubbi e le speranze di quei giorni. Per questo motivo ho deciso di scrivere questa lettera aperta rivolta a chi sta iniziando un cammino di fidanzamento, nella speranza che l’amore possa fiorire in pienezza.

L’unico modo per vivere un fidanzamento forte e luminoso è mettere Cristo al centro della nostra vita. Ma come si fa in pratica?

Ci sono varie vie per arrivare a fare centro nell’amore. C’è chi parte dall’attrazione, chi da interessi in comune e chi, come Francesco e Laura per fede e solo per fede. Questa storia ha toccato l’apice dell’amore sprigionando i cuoricini solo alla fine…

Così a bruciapelo che diresti? Capire cosa dona vera pienezza alla nostre esistenze, sembra affare davvero complesso. Infatti, seguendo i consigli comuni mi sono ritrovato a girare a vuoto per anni. Eppure, ci sono tre punti cardinali per fare centro e senza errore. Deluso dalle promesse che ti sono state fatte?

É possibile sposarsi a 20 anni? Come si fa a non saltare le tappe? Mi sono persa tutti i divertimenti?

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