Trombamica d'eccezione - 5 mosse per uscire da situazioni ambigue

by Alescanca,
Trombamica d'eccezione - 5 mosse per uscire da situazioni ambigue
In questi anni mi capita sempre più di frequente di conoscere ragazze che mi confidano a chiare lettere di essere nella situazione di “trombamica”. Ma come si fa a venirne fuori, a non ricascare sempre nella stessa dinamica? Ecco 5 mosse per uscire da situazioni ambigue

Per quei pochi, rari esemplari di persone un po’ agé che non conoscono ancora questo termine, per trombamici si intende quella situazione affettiva in cui un lui è una lei si definiscono amici o conoscenti e, allo stesso tempo, peró vanno a letto insieme. Nonostante questo, non si dichiarano fidanzati né vogliono nessun legame o responsabilità. Si tratta solo di andare a letto insieme. Si considerano amici. Da questo nasce il/la trombamico/a o, come si usa dire più al nord l’uscente.

A volte ci si trova bloccati in questo tipo di relazioni e, per quanto insoddisfacenti, sembra che per te ci possa essere solo quello. Ma non è vero!

Ecco 5 Mosse per uscirne 👍

Indice

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1. Cura la tua AUTOSTIMA

Guardiamo le cause che ti hanno portato fin qui. Tutti desideriamo essere amati, essere visti, essere apprezzati per chi siamo, per come siamo, per le nostre capacità. Ancora più di questo c’è un desiderio più profondo che è quello di essere amati anche in profondità per le proprie fragilità e debolezze. Allora tu che ci fai in questo pasticcio?? Perché ti sei messa in una relazione in cui tu vali il soddisfacimento sessuale di qualcun altro e forse anche il tuo… ma a questo, cara amica mia, non ci credo molto. Faccio seriamente fatica a crederci perché sono donna e so benissimo che per noi l’ormone del piacere parte dal cuore, dal sentirsi amate in maniera intima. A noi servono parole, tante parole, tantissime parole. Serve dolcezza. Servono complimenti. Ma più di tutto, serve che tutto questo sia gratuito, senza altri scopi. Per meno di questo il piacere sessuale te lo scordi! Magari dura la prima e la seconda volta, se sei fortunata, ma subito dopo ti devasta. È normale che sia così, sei una donna e hai le viscere per generare umanità. Noi siamo il prolungamento del braccio di Dio per generare umanità: l’umanitá. È impossibile accettare una relazione di trombamica.

Ma perché lo fai allora? Come ci sei finita in una storia del genere? Ti svelo l’arcano: bassa autostima. Dai un valore molto basso a te stessa. Pensi di meritare questo tipo di cose. In fondo in fondo pensi che a te chi ti si piglia? Pensi che se non fai così perdi quel ragazzo. Per non perdere il ragazzo che ti piace scendi a compromessi, schiacciando lentamente te stessa e la tua vita, i tuoi progetti e nel frattempo inizi a superare i 35. Guardi le tue amiche: alcune già sposate che si lamentano dei mariti, con i capelli dritti per i figli e che non escono a farsi una serata dall’addio al nubilato; e poi quelle in carriera, magari bigotte e pesanti, chiuse e impostate, che vanno a raccontare in giro quanto sono realizzate con una maschera di ceramica addosso per nascondere quanto sia devastante non avere qualcuno che la sera ti chieda come stai… Alla fine pensi che la vita migliore la fai tu, che almeno giri il mondo, sei libera e ti godi la vita. I conti però non tornano. Dentro di te questa vita che fai non ti rende felice, anzi ti senti che ti divora l’anima. Perché ti sei costruita una galera in cui sei scesa a compromessi enormi con te stessa fino al punto da compromettere anche il tuo corpo delicatissimo e prezioso più di ogni altra cosa al mondo. È una libertà fasulla che ti ingabbia nei compromessi e ti condanna all’infelicità del non essere amata.

Il passaggio successivo è quello di dire che tutti gli uomini sono stronzi. Gli uomini sono tutti uguali ripeti continuamente. Poi aggiungi vogliono solo quello e pensano solo a quello. In questo caso hai ragione: gli uomini che incontri e con cui decidi di relazionarti sono davvero tutti uguali, perché tu ti scegli inconsciamente sempre gli stessi ripetendo all’infinito la stessa identica dinamica. Magari il ragazzo attuale è più carino, risponde a due messaggi su otto invece quello precedente era pure altezzoso, ma la sostanza non cambia. Ti fai trattare sempre allo stesso modo. Svegliati! Sei tu il problema!!! Sei tu che permetti questo approccio alla relazione. Tu hai potere sulla tua vita! Puoi decidere! Hai il potere di fermare questa dinamica se lo vuoi. Il presupposto peró è che tu scopra o riscopra quanto vali, quanto sei preziosa.

Quindi il primo passo è prendersi cura di sé, scoprire il proprio valore e non scendere mai a compromessi. Le relazioni che abbiamo dipendono da noi. Le persone che frequentiamo le possiamo scegliere, quindi non dipendono dal caso, ma dalla nostra volontá. Come imposto una relazione anche, dipende da me. Chi sono non viene determinato dai fatti che mi accadono o da chi incontro, ma piuttosto da come io faccio uso di quelle situazioni che mi accadono e da come interagisco con le persone che incontro. Il mio valore è indipendente dagli altri, dai loro giudizi, dalle aspettative, dalle relazioni amorose, ma ho un valore in sé, immutabile, unico, insostituibile, indicibile, senza misura se non una misura dal respiro eterno e infinito.

2. Affetività immatura

In molti casi, invece, c’è uno stato di vera e propria immaturitá affettiva. Il vero problema non è la tua autostima, ma un modo immaturo di relazionarti. Forse sei sicura di te, realizzata lavorativamente e ti relazioni in modo diretto. Allo stesso tempo caschi sempre in situazioni di trombamicagine. Perché?

Il modo di relazionarci all’altro sesso cambia con il passare degli anni. Sul Messaggero ho trovato un articolo molto interessante che parlava proprio di questo.

Probabilmente hai un’affettivitá regredita ai 16 anni in cui tu devi attrarre ragazzi. Un’affettivitá immatura. Una concezione immatura della relazione uomo-donna in cui l’uomo fa il bulletto con i muscoli e la donna cerca di essere attraente e disponibile. È la modalitá adolescenziale di approccio. C’è una buona notizia: si puó non partire dall’attrazione, ma entrare da una porta d’ingresso diversa. Non sto dicendo che l’attrazione non sia importante, anzi! Penso che l’attrazione in una relazione sia fondamentale. Dico che una relazione non deve iniziare per forza da questo punto di partenza. Si puó iniziare dalla porta dell’amicizia, della conoscenza, dell’interesse psichico, dal modo affascinante e completamente diverso di ragionare. (E qui ho un bel po’ di esempi, se vuoi puoi partire a leggere da qui).

Bisogna tener ben presente che una relazione non evolve con il tempo, ma in base alle fondamenta che metti. Non succede che ad un certo punto lui ti ama e ti vuole rendere felice e ti mette al centro della sua vita, cosí, per magia. Il canale di comunicazione della sessualitá è troppo forte e travolgente. È impossibile che ci sia la possibilitá che un uomo lo abbandoni per un attimo per aprire altri canali di conoscenza. Pensi che dopo mesi che vi incontrate solo per andare a letto insieme, ad un certo punto lui diventa carino e vuole conoscere i tuoi amici e il tuo mondo? Non illuderti! Quello che semini è quello che raccoglierai. Le fondamenta della casa dicono quanto è solida la casa e non il colore delle pareti esterne.

Quindi il secondo passo è rendersi conto che ci sono altre porte d’ingresso per una relazione, soprattutto dopo i 20 anni. Se hai sempre iniziato una storia con l’attrazione fisica e fino ad oggi non ti sei trovata poi cosí tanto bene, prova a partire dalla stima. Inizia a dare spazio anche a ragazzi che non ti piacciono, ma che stimi. Intessi relazioni di amicizia con piú persone possibili anche se non ti piacciono fisicamente.

Leggi anche: Una ragione per uscire con lui

3. Verginizzare l’uomo

L’uomo per sua natura va di fiore in fiore. È nella sua natura, non è str#n*zo! L’uomo ragiona con gli occhi, è attratto dalla bellezza. La donna ragiona con l’orecchio, segue le parole. Nessuno è sbagliato, solo siamo diversi. L’uomo è diverso e ce ne dobbiamo fare una ragione. In una situazione ambigua si entra in due; quindi se diciamo che gli uomini sono tutti str#n*zi allora dobbiamo anche dire che le donne sono tutte facili. L’uomo di per sé è portato a guardare tutte le possibili varianti: mio marito dice sempre che gli piacciono le bionde perché sono bionde e le more perchè sono more. Quando abbiamo deciso di sposarci l’ho trovato a pregare in maniera molto seria chiedendo a Dio di donargli almeno tante figlie femmine cosí da poter amare tante donne senza essere in peccato… E se lo diceva lui che nella vita ha combinato di tutto e poi ha deciso di cambiare rotta al punto da sposarsi giovanissimo…

La donna ha un funzionamento biologico che ci porta a dire, molto prima dell’uomo, che bisogna concretizzare. L’idea di una relazione stabile nasce per forza di cose verso i trent’anni, e piú si va avanti, piú sale l’ansia e la pressione di realizzare questo desiderio. Se la societá è cambiata e oggi ci si sposa molto piú tardi di prima, la biologia invece è rimasta la stessa e a 45 anni è molto difficile avere figli.

La donna ha il potere di dire STOP! 🛑 Questa non è tua proprietà. Noi donne, sentimentali e piú indirizzate alla stabilitá emotiva, siamo le uniche capaci di limitare l’uomo nella sua farfallonagine. Dire “stop” è fondamentale. Per l’uomo la donna che non si concede è una sfida, ha un carattere di novitá. Pensa: “Questa non è la solita sciaqquetta. Questa è fuori dal mio dominio, dal mio orizzonte. Come mai?” e inizia per lui la sfida. Questo è l’unico modo affinché l’uomo si renda conto del tuo cervello. Naturalmente l’uomo parte dall’attrazione fisica. Noi donne dobbiamo riportarlo ad un livello piú profondo. Verginizzare vuol dire portare l’uomo al suo livello piú elevato di uomo gratuito e generoso, capace di dare la vita per te. Lo spiega benissimo Costanza Miriano nel suo libro Sposala e muori per lei.

Il terzo punto è usare fermezza per portare la relazione ad un livello limpido, chiaro, per pulirlo dal torpore che viene proposto. Non giudicare l’uomo perché diverso, anzi riportarlo allo stato piú elevato del suo essere uomo che è il coraggio e la forza di dare la vita. L’uomo è colui che provvede, che sta in prima linea, che è capace di offrire la sua vita senza timore. Questo è davvero il fine di essere uomo e noi donne dobbiamo parlare a questo livello quando ci relazioniamo con loro.

4. Cosa vuoi dalla vita

La domanda che ti devi porre seriamente é: cosa vuoi dalla tua vita? Attenzione!!! Ricorda che quello che costruisci ti ritrovi. Non esiste che costruisci la casetta del cane e ti ritrovi d’improvviso una villa con piscina circondata da pini marittimi su un’altura. È alquanto improbabile! Tu cosa stai costruendo??

Andiamo per gradi. Innanzitutto tu stai stare bene da sola? Parliamone! Come stai da sola? Riesci a volerti bene, ad usare tenerezza e affetto con te stessa? Oppure hai bisogno sempre e per forza di qualcuno che ti dia affetto. Se sei in questa situazione fermati. Stoppa tutto. Impara ad amarti per prima. L’altro non colmerà mai i tuoi vuoti perché sono bisogni senza fondo. Ti illudi se pensi che un’altra persona ti risolve la solitudine o le tue mancanze. La prova è che sia tu che io che tutte le persone intorno a noi non diventano felici solo perché sono in coppia. Se bastasse questo saremmo tutti felici, compresi i tuoi che non si separano perché in casa c’è ancora tuo fratello che è piccolo, ma si odiano.

Cosa cerchi dalla vita e cosa vuoi costruire? Io ho sempre desiderato essere amata per quello che ero fino in fondo. Ho sempre creduto che l’uomo con cui volevo costruire qualcosa doveva essere innanzitutto un uomo e non un ragazzino e un amico vero, gratuito. Io l’ho trovato! Non è stato per caso. Ho incontrato altri ragazzi che avevano il disco incantato con il sesso, ma per me è fuori discussione entrare a compromessi con certe cose. In una relazione con un ragazzo avevo intuito che si mirava solo a questo e ho chiuso immediatamente senza il minimo ripensamento. Badate bene: ero la sfigata di turno! Non mi si filava veramente nessuno. Per nessuno intendo proprio nessuno… Con certe cose non si entra a compromessi. Meglio perdere l’unico che mi si filava e rimanere sola a tempo indeterminato nel paesino sperduto dov’ero. Il mio valore, il mio corpo, la mia affettività non si baratta con niente. Fuori discussione!

Ho cercato tanto fino a quando ho costruito tante relazioni di amicizia belle, solide e gratuite. Dopo un lungo periodo di amicizia con Francesco ho capito che si poteva andare oltre e provare a fare un passo avanti. Il passo avanti ha retto bene e quello successivo ancora meglio. Ci sono stati passi falsi e ripensamenti, ma per la maggior parte sono stati passi solidi e sempre gratuiti fino in fondo, al punto di iniziare una vita insieme a cui si sono aggiunte altre tre vite molto colorite e sorprendenti.

Andando in giro per il mondo ci capita spesso di ricevere complimenti, ma non bisogna dimenticare la canzone dei Morciba Rome wasn’t build in a day (Roma non è stata costruita in un giorno). La bellezza che gli altri vedono non è un caso, non è per fortuna, non è “ma poi le situazioni della vita”. Quello che ti accade non dipende da te… ma come usi quello che ti accade invece, dipende da te! Quello che costruisci dipende da te. Le relazioni che hai dipendono da te. Se desideri una relazione d’amore, non sporcare di compromessi e ricatti affettivi le relazioni che hai. Se vuoi puntare alto non abbassare la quota solo perché quello era un ragazzo che ti interessava. Guarda in profondità quel ragazzo e pensa se con lui puoi costruire la villa o la cuccia del cane. Guarda bene se quel ragazzo riesce a guardare oltre il suo ombellico e se nell’equazione della sua vita tu compari, oppure sei un semplice gadget come tante altre prima e contemporaneamente a te. Se cerchi amore punta all’amore e a costruire storie d’amore. Se punti ad Amare da Dio allora oltre a questo mettici Dio nell’equazione.

5. Fai un percorso

Forse tutte queste cose ti suonano vere. Mentre le leggi in automatico ti partiva ad alta voce “hai ragione, ma quanto hai ragione, porca miseria!”. Ma poi da questo a cambiare rotta è un’altra cosa. E lo so! È tosta cambiare direzione, soprattutto quando si tratta di cose così delicate e profonde che toccano la nostra più profonda intimità. Cosa fare? Inizia un percorso spirituale, psicologico o entrambi, fai tu, ma fallo! Se conosci un’amica, una coppia, una famiglia che stimi va da lei/loro e fatti accompagnare. Da soli è praticamente impossibile rendersi conto delle dinamiche che mettiamo in atto. Un percorso serve sia perché c’è qualcuno che ti fa da specchio, e sia perché, se vuoi cambiare strada, devi cambiare equipaggiamento e ti serve qualcuno che ti aiuti a trovare l’attrezzatura giusta.

Io ho sempre fatto un percorso spirituale. A volte ho aggiunto a questo un percorso psicologico. Sempre mi sono confrontata e ci siamo confrontati con coppie di cui abbiamo molta stima. Tutto dipende sia da quanto lavori tu, e sia dalle persone che prendi di riferimento. N.B.: non tutti i preti, non tutti gli psicoterapeuti, e non tutte le coppie vanno bene! Fatti consigliare e valuta con la tua testa.

Conlusioni

Usa sempre l’ingrediente segreto: la gratuità. Intessi relazioni gratuite senza mai coinvolgerti. Datti un limite, ad esempio: ci dobbiamo frequentare e conoscere almeno per tre mesi per iniziare a parlare di un bacio. Cambia completamente rotta. Ribalta il tuo modo di relazionarti. Ricordati che l’intimitá più grande é guardarsi negli occhi, è lí che ci si mette veramente a nudo. Soltanto relazionandosi per il gusto di conoscere l’altra persona senza altri fini, si può creare amicizia. L’amicizia è la base fondamentale di ogni relazione. Conosci ragazzi e lascia spazio anche a quei ragazzi che neanche consideravi di conoscere. Crea più relazioni possibili di amicizia. La gratuità ripaga sempre.

Non importa da dove parti, ma se vuoi cambiare rotta. La mia partenza non era delle migliori. La mia autostima è stata sempre barcollante. Ho ascoltato tante cose a riguardo. Ho acquisito strumenti psicologici e pedagogici grazie agli studi che ho fatto. Ho anche letto tantissimo a riguardo. Tutto ciò mi ha aiutato tanto a capire le cause per cui sono arrivata nel presente così. Ma quello che mi ha cambiato profondamente è stato la cosa più assurda che non immaginate neanche: fare adorazione in chiesa. Perché quando non ricevi stima è difficile darsela da sé, hai bisogno che qualcuno ti guardi e se questo Qualcuno ha una Q maiuscola ti guarda di più, ha uno sguardo profondissimo, infinito, eterno su di te. In fondo solo chi ti ha fatto e pensata sin dall’eternità sa quanto vali davvero. Solo il costruttore sa quanto vale un oggetto e può stabilirne il prezzo di mercato. Con me ha funzionato e funziona costantemente nella mia vita quotidiana. Se non sei credente e pensi che sono cavolate prova lo stesso, comunque mettiti in cammino perché magari tu trovi un’altra strada. Per me ci voleva una cosa grande, grandissima, immensa perché il vuoto che avevo dentro era di questa portata. Per colmare un vuoto infinito solo l’infinito ci puoi mettere, tutto il resto non sarà mai abbastanza.

Un altro punto di forza è stato rendermi conto del valore immenso del mio corpo. Questa è roba seria e non si baratta con niente. Per meno del massimo non scendere mai a compromessi. Per meno della bellezza vera, della gratuitá, della chiarezza neanche c’è da provarci a costruire qualcosa. L’ambiguitá si combatte con la chiarezza, con la purezza. Una mia cara amica lo ha spiegato benissimo scrivendo della sua storia personale.

Insomma dipende da te. Prendi in mano la tua vita! È la cosa piú preziosa che hai. Non perdere tempo in relazioni ambigue e senza prospettive. Sei fatta per cose uniche e incredibili. Quando sei stata plasmata nelle viscere di tua madre c’è stato Qualcuno che giá non aveva occhi che per te per quanto sei bella e intelligente. La tua vita e il mondo intorno a te dipendono da te e dalla tua gratitudine alla vita e a Dio. Smettila di piangerti addosso e smettila di pensare dopo tante delusioni che l’amore non esiste! Pensa invece che hai imboccato la strada sbagliata e che puoi cambiare direzione perché tu possa trovare la vera felicitá, quella che ti spetta quale figlia di un Dio tanto generoso. Adesso non ti resta che partire dal ringraziamento perché, quando imbocchi la strada giusta con l’equipaggiamento giusto, non puoi che ritrovarti sulla cima della vera felicitá. Solo allora sarai felice da Dio.

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