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il podcast di 5pani2pesci


Gli impedimenti #116

19.06.2026

Ciao!

È venerdì 💫 ed eccoci con un nuovo numero della newsletter di 5pani2pesci!

Nell’ultimo episodio del podcast abbiamo parlato di impedimenti, di cosa cioè ti è di ostacolo all’azione della grazia. Ho pensato, per completare il discorso, poteva esserti di aiuto aggiungere un pezzetto in più e così condivido un estratto del libro che uscirà nei prossimi mesi.

Buona lettura!

Ale

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Senza di te non si può fare!


Gli impedimenti

Le difese

Per sopravvivere alle aspettative e a tutte le nostre paure ci resta una sola soluzione: difenderci e alleggerire il carico. Mentre costruiamo confini, recinti, fossati, intere muraglie cinesi di difesa e ci chiudiamo tra mura che pensiamo sicure, anestetizziamo le ferite, proviamo a guardare altrove, a non pensarci, a distrarci da quello che abbiamo ricevuto. Non viviamo mai… troppo impegnati a sopravvivere.

Anche se non hai neanche il diploma, sei un professionista di fama mondiale nello schivare i colpi. Tuo padre è stato un brav’uomo, ma ha avuto un atteggiamento sempre molto giudicante nei tuoi confronti. La tua vita si è plasmata intorno ai suoi giudizi. Pensi di essere un ragazzo libero, ma ti ritrovi sempre incastrato nel fare le cose al massimo delle capacità di chiunque altro sul pianeta. Hai dentro un forte messaggio che, ad ore alterne, del giorno e della notte, per qualsiasi cosa tu debba fare, viene ripetuto al megafono dentro il tuo cervello: “Se non sei il migliore, non vali nulla, non sei degno di essere amato”.

Come sopravvivere a questo messaggio che mette in pericolo la dignità del volerti bene? Come stai davanti ad un attentato all’esistere così forte?

Entrare ogni volta in contatto con questo messaggio ti provoca un dolore immenso. Da bambino, senza difese, te lo sei beccato tutto così com’era. Ti ha devastato. Per rimanere a galla, l’unica strada che vedevi era obbedire a quella voce. Dentro di te la risposta a quel messaggio era semplice, la risposta di un bambino: “Sarò il più bravo di tutti così avrò il permesso di esistere e di essere amato da mio padre”.

Portare il peso di questo messaggio e stare ad un livello sempre iper-super-pro di te stesso, però, con il passare degli anni, diventa poco sostenibile. In aggiunta, durante l’adolescenza scopri che non basta esistere per tuo padre, tu vuoi esistere ed essere apprezzato anche e soprattutto dai tuoi amici. Allora, inizi a fare quello che ti viene meglio (essere il migliore), ma cercando di non farti troppo male perché con i tuoi amici è più rischioso, ci sono meno protezioni. Dai quindi l’avvio ai lavori di recinzione per proteggerti l’esistenza.

Il progetto da ministro della difesa si può modificare in corso d’opera a seconda della risposta esterna. Il progetto di partenza è proporzionale al dolore che hai vissuto: se, ad esempio, hai subito un attentato all’esistere, allora costruirai mura di difesa abbastanza alte di cemento armato; se, invece, c’è stato un attentato verso una inclinazione o una svalutazione di una parte di te, magari opterai per una siepe, alta, ma siepe; nei casi in cui è successo qualcosa di traumatico come un abuso, una morte improvvisa, uno shock, vedremo una muraglia cinese con miratori a vista. Al contrario, ci sono persone che, proprio con l’intento di esistere ed essere amate, decidono di non mettere nessun confine e di avere sempre la porta di casa aperta: “Se sono disponibile e mi prendo cura degli altri ho una chance di esistere e di essere amato”.

Tradotto nella pratica vuol dire che per entrare in relazione con te c’è bisogno di varcare queste barriere, oppure, come nell’ultimo esempio, di non sapere quanto male ti puoi fare nelle relazioni perché non sai chi capita.

Mi è capitato di incontrare ragazzi così feriti a cui era impossibile dare un abbraccio. Altri, invece, così disponibili ed affidabili, che a 24 anni sembravano più responsabili di me, ma che dentro nascondevano voragini di vuoti d’amore. Ognuno costruisce le sue difese e indossa le sue maschere. Siamo tutti inguaiati, c’è poco da nascondere e tanto su cui lavorare.

Cosa comporta

Tutto questo comporta spendere molte energie per rimanere a galla. È un respirare a metà dove, nel caso migliore, metà delle tue energie sono spese per vivere e metà per sopravvivere (per essere accettato, stimato, amato). Questa strada è particolarmente faticosa non solo per la profusione di energie che comporta, ma soprattutto per quel senso di mancanza di libertà profonda di godere a pieno della gioia delle cose belle.

L’obiettivo non è distruggere completamente le difese che abbiamo per proteggerci, ma mettere delle difese sane, giuste. L’obiettivo è non far diventare le nostre difese la nostra prigione.

Quelle difese esistono per motivi molto validi: sono proporzionate al male da cui dovevi difenderti in quel momento. Senza di esse non saresti sopravvissuto. Bisogna prendere coscienza oggi che quel pericolo non c’è più… e quindi non c’è più bisogno di una muraglia cinese così alta e così lunga nella relazione che stai vivendo con questa ragazza e neanche a lavoro. Non c’è bisogno. Nessuno si aspetta che tu sia il migliore, ti vogliono bene anche se sbagli. La verità è che i tuoi amici non aspettano altro, vogliono che anche tu ogni tanto fai una cavolata perché sono felici di volerti bene per chi sei veramente, non per chi devi mostrare di essere per essere degno d’amore.

Puoi non essere più vittima di quello che ti è successo. Questa storia può finire qui e puoi andare avanti, scegliere una strada diversa, riprogrammare la recinzione.

Come puoi dare la vita per qualcuno se sei impegnato a non farti troppo male tu? Oppure, come puoi solo pensare davvero in grande, fare qualcosa di grande, spenderti per qualcosa che sia per sempre se attraversi la vita disarmato e ferito?

Più che vivere mi sembra un ingaggio a tempo pieno per tenere tirato il freno a mano dell’esistenza. Sei sicuro di continuare a voler vivere così? Sei sicuro di sprecare così tante energie per così poca felicità? Capisco bene perché va di moda pensare che la felicità sia solo qualche attimo. Te credo! Se vivi così… La felicità diventa quell’istante in cui molli il freno o in cui succede qualcosa di esterno di incredibilmente bello, ma è esterno a noi, non ne abbiamo il controllo. Ma possibile che è solo questione di attimi? E se invece fosse il contrario?! Se provassimo a sganciare quel freno, cosa accadrebbe? Cosa faresti?

C’è una cosa che non mente mai: la verità che abbiamo scritta nel cuore. Ogni volta che ci specchiamo in quella verità troviamo i sogni, le aspirazioni, i grandi desideri. Ecco, tu non sei semplicemente fatto per quelle cose lì, ma sei proprio quello lì. Diventi veramente te stesso quando realizzi quelle cose incredibili scritte nel cuore. Guardando quello che vivi sei in sintonia con quella roba? Queste sono le cose con cui misurarti, quelle del tuo cuore, non i successi degli altri.

Noi pensiamo che siamo quello che abbiamo tenuto preservato, quello che abbiamo difeso, ma invece siamo quello che abbiamo donato con amore. Per essere un dono è necessario abbassare queste barriere e creare sani confini protettivi. È un lavoro faticoso, ma forse oggi puoi fare il grande passo di prendere coscienza.

Prega e chiedi aiuto a Dio che la Sua Parola di bene sia visibile ai tuoi occhi. Prega per fare esperienza di questa guarigione. Trova tutti gli strumenti psicologici e spirituali per togliere questi ostacoli al dono totale di te. Prega forte perché questa profezia di Isaia 40,4 che urla Giovanni Battista:

Ogni valle sia colmata, ogni monte e ogni colle siano abbassati – Lc 3,5

Ogni vuoto d’amore sia colmato dal Signore e ogni resistenza sia abbassata. Noi preghiamo a fianco a te. Siamo Chiesa, non siamo soli bro!

Il rischio è che tu possa essere felice!

Ale


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