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il podcast di 5pani2pesci


Come guardi la tua storia #117

26.06.2026

Ciao!

È venerdì 💫 ed eccoci con un nuovo numero della newsletter di 5pani2pesci!

Dove sono cresciuta io, senza che nessuno te le insegni, impari a memoria una lista di beatitudini tutta tua, molto diversa da quella del Vangelo. Poi un giorno ho incontrato Dio e mi si è capovolto tutto.

Oggi parliamo di questo: di come guardi la tua storia e di a quali beatitudini scegli di credere.

Buona lettura!

Ale

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Come guardi la tua storia

Vengo da un piccolo paese della Basilicata e forse lo sapete già perché lo dico sempre. Quello che non dico spesso, invece, è che sono cresciuta nelle case popolari di questo paesino.

Da noi non esiste quasi la delinquenza. Tutti viviamo con la porta sempre aperta e le chiavi attaccate alla macchina parcheggiata davanti casa. Quello che però è pesante è l’aria che si respira. Non è solo colpa delle zaffate di puzza delle estrazioni di petrolio a pochi chilometri da qui, ma è soprattutto colpa di una speranza che ormai è perduta. Insieme a Cristo, ad Eboli, si è fermato anche il permesso di avere un sogno o di credere semplicemente che ci sarà qualcosa di buono per quelli come me.

Quando vivi in posti come questi hai nel cuore una lista di beatitudini che sono un po’ diverse da quelle del Vangelo:

Beati coloro che hanno una famiglia benestante perché si possono comprare le scarpe quando ne hanno bisogno e non devono aspettare mesi e mesi prima che sia il loro turno.

Beati coloro che hanno avuto la possibilità di avere un minimo di istruzione perché non sono costretti a lavorare sotto il sole a raccogliere la frutta per due soldi a nero per fare la spesa.

Beati coloro che hanno avuto il coraggio e la lungimiranza di fare quel piccolo investimento che ha avuto successo perché oggi sono rispettati e tutti gli aprono le porte.

Beati coloro che sanno parlare ad alta voce per far valere i propri diritti e hanno la possibilità di lottare perché vengano rispettati.

Beati coloro che possono permettersi una casa dove non si dorme in dieci metri quadrati in tre persone con quaranta gradi.

Beati quelli con il fisico perfetto, quelle ragazze belle ed eleganti perché almeno possono avere una chance nella vita di poter almeno scegliere il ragazzo che più gli piace.

Poi, ho incontrato Dio.

Mi si è capovolto tutto.

Piano piano il mio sguardo è cambiato.

La rabbia dell’impotenza è stata trasformata in forza interiore. La sete di riscatto è diventata serenità. La povertà è diventata una scelta di vita, una necessità importante. L’umiliazione ha lasciato il posto all’obbedienza. La sofferenza è diventata gioia profonda, abitata. La solitudine un’esigenza.

Il mondo esalta e chiama beati coloro che possiedono bellezza, potere, possibilità economica, successo lavorativo. Dio, invece, chiama beati coloro che accettano il Suo Amore vivendo il dono di essere figli Suoi. Se hai successo, a Dio non interessa, ma Gli importa se sei Amato, perché senza il successo puoi essere felice, ma senza l’Amore no.

Io non so tu cosa pensi quando vedi quelle ragazze stupende su Instagram che sono invitate a tutte le feste del mondo mentre a te sono due sabati di seguito che non ti si fila nessuno. Non so come vedi la tua storia, se fai parte del gruppo “la sfiga è tutta su di me” oppure del bravo ragazzo negazionista con il dramma dei genitori separati che continua a dire che “non mi è mancato nulla”. So però che l’incontro con Dio può cambiarti lo sguardo sulle cose, su come guardi la tua storia e su cosa la tua storia ti porta a volere.

La fede è un dono ed è un incontro che non ti puoi inventare. C’è però anche una parte di desiderio e di scelta che dipende completamente da noi. In pratica, tu, a quali beatitudini scegli di credere? Quelle delle case popolari o quelle dell’Amore vero? Preferisci avere qualcosa o saziarti fino in fondo di quella Paternità?

Ovvio che vorremmo entrambe le cose… anche se è ovvio solo per chi non ha incontrato Dio. Quando avviene questo incontro niente è più realmente desiderabile. Niente, niente, niente. Inizi a guardare la tua storia con uno sguardo diverso. Parte nel cuore un ringraziamento irrefrenabile: “Se tutto questo mi ha portato ad incontrare Te Signore, è bellissimo, grazie!”. Ti dimentichi della sete di riscatto che hai sempre innaffiato al mattino prima di fare colazione da quando sei nato. L’unico pensiero è “Non nascondermi il Tuo volto Signore” perché se no io come faccio?! Mi basta stare con Te.

Pregare per me è semplicemente perdermi in quell’Amore. Mi impegno a pregare per qualcosa, a chiedere di risolvere una situazione impossibile o a meditare qualcosa, ma poi, inevitabilmente, mi trovo totalmente persa lì dentro. Mi si azzera tutto alla Sua presenza. Finiscono le parole (addirittura ad una come me!). Neanche le ferite fanno male.

Quello che volevo condividere oggi era semplicemente questo:

Tu come la guardi la tua storia?

A quale beatitudine credi?

Hai fatto questo incontro con Dio? Oppure, desideri farlo?

Io da oggi prego per tutte le persone che leggeranno questa newsletter, quindi anche per te. Se hai un desiderio particolare puoi scriverlo qui, ma sappi che sto già pregando perché in paradiso ci vorrei tanto andare e mi piacerebbe non andarci da sola.

Il rischio è che tu possa essere felice!

Ale


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