Da perché a per chi
Ciao!
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Quando l’uomo non trova il senso della propria vita o delle sue ferite, si prostituisce a tutte le gratificazioni compensative che gli passano davanti.
Siamo sempre concentrati sui “perché” della vita, ma forse la domanda giusta che ci dobbiamo fare è “per chi” spenderla.
Vi condivido il cuore di un capitolo del libro “E se fosse una grazia” che uscirà prossimamente.
Buona lettura
Ale
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Da perché a per chi
Quando lasciamo fare al dolore il suo lavoro in modo sano facciamo esperienza di una trasformazione di prospettiva inaspettata. Tocchiamo una profondità esistenziale perché la sete di verità diventa una vera arsura a cui bisogna rispondere con urgenza. Dentro urlano con prepotenza domande forti che non possono essere messe a tacere: da dove viene il male? Perché la sofferenza? Proprio a me che nella vita me ne sono successe tante? Perché questa disgrazia ad un bambino innocente? Perché a me? Perché? Perché? Perché? Infiniti perché quotidiani che non trovano mai risposta.
Tutte domande legittime. Tutte domande senza risposta. La vera questione che ci dobbiamo chiedere è: ma una volta che non si sa chi ci spiega il perché a me, il perché il male, il perché agli innocenti invece che ai disgraziati, cosa ce ne facciamo??? Cosa te ne fai del perché? Siamo sicuri serva a qualcosa?
Una mia amica, donna saggia, mi faceva riflettere su questi miei mille perché inutili… un giorno ha fermato il mio pianto delle lamentazioni in versione riveduta e mi ha detto “Ale prova a chiederti il per chi? invece del perché? Vedrai che ne viene fuori qualcosa di più sensato”. Porca miseria! Quanto aveva ragione! Questa sì che è una domanda intelligente.
Il dolore è un mistero a cui non c’è risposta. Sarà la prima domanda che farò al Padre Eterno quando arrivo dall’altra parte se morirò rimanendo la testona cocciuta che sono. Se al contrario, diventerò saggia non credo avrò più queste domande perché mi sarà bastato essere felice nell’aver trovato il “chi” da amare.
È un cambio di prospettiva. Quanto tempo perso dietro ai perché? Quante ginocchia e quanta strada ci aspetta per “i chi”, per quelle persone che aspettano l’amore da quella benzina del nostro dolore rigenerato. Tutti coloro che solo tu con quella storia puoi capire, puoi accogliere, puoi rassicurare, puoi abbracciare, puoi proteggere. Tutta quell’umanità che sta aspettando proprio i tuoi occhi, proprio le tue parole, proprio le tue braccia, proprio il tuo lavoro. Davanti a loro che ti importa di capire? Ama anche se non hai capito, non fa differenza. Ama e basta, che ti frega se quel dolore è stata una cattiveria o accidentale. Ama. Preoccupati del chi.
Se alla fine di ogni cosa che la vita ti offre sostituisci il perché con il per chi la prospettiva cambia davvero. Si passa da una strada senza uscita ad un’autostrada a sei corsie. Proviamo:
Ho questa malattia invalidante, per chi serve Signore? Usami.
Ho un cuore distrutto da un’infanzia in cui non sono mai stata vista, per chi Signore? A chi serve questo cuore?
Sono stato abbandonato e sono perso, per chi Signore? Dove posso amare?
Ho un talento incredibile nella gestione di realtà complesse, per chi Signore? Dove vuoi usare questo dono?
Sono single e ferita dal fatto che ho perso dieci anni in una relazione tossica, per chi Signore?
Non riusciamo ad avere figli e viviamo un vuoto, a cosa ti serve o mio Signore? Come posso mettere a servizio quello che ho?
……………………………………. (Scrivi il tuo perché sostituendolo con un per chi)
Avere sete di capire quale sia la tua vocazione è, in soldoni, capire il per chi. Di solito ci perdiamo in troppi perfezionismi, ma il punto cruciale è dare noi stessi da mangiare. E se aspetti di essere perfetto non lo farai mai. Come anche se aspetti di capire tutto non succederà nulla.
Qualsiasi sia la nostra situazione (sposarsi, avere figli, consacrarsi, rimanere da soli) siamo tutti chiamati ad essere generativi, ovvero padri e madri dell’umanità che ci circonda. Certe volte ci focalizziamo troppo e ci accaniamo a trovare la forma (sposarsi, consacrarsi) invece di spendere le nostre energie su dove e per chi sono chiamata ad essere madre/padre.
E dalla sta vita! Gesù diceva che chi se la risparmia la perde e chi la perde per causa Sua (per Amare un altro) la trova. Mo, o ci credi a queste Parole o non ci credi. Fai tu.
Il rischio è che tu possa essere felice, nessun altro.
Alla settimana prossima raga!
Ale
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