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Newsletter · N.128 · 11 set 2026

Sarò all'altezza?

Ciao!

È venerdì 💫 ed eccoci con un nuovo numero della newsletter di 5pani2pesci!

Grazie a tutte le persone che si sono iscritte alla lista d’attesa per il nuovo libro di Alessandra, E se fosse una grazia?. Dalla prossima settimana Ale continuerà a parlare di questo argomento, ma oggi c’è una domanda che mi sta particolarmente a cuore e una proposta che voglio condividere con voi.

Buona lettura!

Fra

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Sarò all’altezza?

Nel cuore di una donna vive una domanda che torna fuori nei momenti più diversi: sono degna di essere amata? Valgo la pena che qualcuno mi cerchi? Nel cuore di un uomo ne vive un’altra, più secca: sarò all’altezza? Sono due domande diverse, nascono da due cuori diversi e cercano risposte diverse.

Oggi mi fermo sulla seconda, quella del maschile. Se sei un uomo, ti riguarda personalmente. Se sei una donna, qui c’è il nocciolo duro per capire tante dinamiche degli uomini che hai intorno.

Ne parla John Eldredge in Wild at Heart, un libro che per me è stato un grande riassunto della chiamata dell’uomo. Secondo lui ogni uomo se la porta dentro, nessuno escluso.

Nel cuore dell’uomo abitano tante domande: che lavoro fare, dove vivere, chi sposare. Questa sta sotto a tutte le altre e le orienta. Riguarda chi sei. Quando un uomo si chiede se sarà all’altezza, sta chiedendo se vale come uomo, se ha quello che serve, se messo alla prova reggerà.

Finché un uomo non guarda in faccia questa questione, vive un forte contrasto interno. Da una parte cerca in continuazione di dimostrare quanto vale. Dall’altra si tiene alla larga da tutto quello che potrebbe smentirlo: la sfida che non affronta, la conversazione che rimanda, la decisione che lascia ad altri, la relazione in cui non entra fino in fondo perché lì potrebbe venire fuori che… non è all’altezza. Spinge sull’acceleratore e tiene il piede sul freno, nello stesso momento.

Ci sono uomini perseguitati, consapevolmente o inconsapevolmente, da questa domanda. Non la mollano mai: devono vincere ogni discussione, avere l’ultima parola, primeggiare sul lavoro, in palestra, al calcetto del giovedì. Ce ne sono altri che una risposta l’hanno già ricevuta, e la risposta era no. Da un padre che non c’era, da un fallimento arrivato troppo presto, da una delusione affettiva. Questi non ci provano nemmeno più: si sono seduti, e da lì non si muovono.

Ed è da qui che partono i grandi palliativi della vita. Nel lavoro: il ruolo che ricopri e lo stipendio che prendi. Nelle donne: una che ti guardi con ammirazione, e dopo quella un’altra ancora. Nei risultati: i chilometri corsi, i follower, il voto di laurea, la macchina. Funziona per un po’. Poi l’effetto finisce e la domanda torna identica, ma sempre più incalzante. Nessuna di queste cose può dare la risposta, perché nessuna di queste cose dice realmente chi sei.

Una domanda così merita di essere presa sul serio. Guardata in faccia, con calma, insieme ad altri uomini che ci stanno passando o ci sono già passati. Da soli si gira in tondo e si torna sempre negli stessi posti, o peggio…

Servono tempo, silenzio e il coraggio di ammettere che quella domanda c’è.

Per quanto mi riguarda, quella domanda mi ha guardato in faccia in tanti momenti difficili, e spesso mi ha trovato senza risposte.

È sicuramente uno dei motivi per cui sono fiero di portare avanti realmen e i gruppi di accountability insieme a Manu. Sono luoghi per fermarci, guardarci negli occhi e fare verità. A breve vivremo il III raduno nazionale portando sul tavolo proprio questo argomento, e sono felice di poter invitare ogni uomo che legge questo messaggio e dirgli col cuore: non sei solo, questa domanda è vera, non sei sbagliato tu a sentirla così bruciante e forte in fondo al petto.

Vi abbraccio di un abbraccio che vorrei stringervi tutti!

Qui sotto il link per saperne di più.

Il rischio è che tu possa essere felice.

A venerdì prossimo.

Fra

P.S. III Raduno realmen: dall'8 all'11 ottobre, Santuario di San Gabriele.

TUTTE LE INFO QUI


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