L'amore è un progetto di vita #63
Ciao!
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Buona lettura!
Fra & Ale
PS: stai per leggere un estratto dal nuovo libro che stiamo scrivendo “Ma l’Amore può finire?!”
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L’amore è un progetto di vita 💍❤️
Se sei fidanzato, una single sognatrice o appena entrato nell’avventura del matrimonio, è facile che, assorbito dalle difficoltà quotidiane, tu possa perdere di vista la meta finale, lo scopo ultimo.
Perché vuoi sposarti? O perché cerchi l’amore? Ognuno ha le proprie motivazioni, più o meno profonde, ma la verità è che stai entrando in qualcosa di molto più grande di quanto tu possa immaginare.
Ogni vita è un progetto d’amore, o, detto in altri termini, ogni vita è vocazione. Ogni persona, anche la più disgraziata che ci sia al mondo, ha questa grande chiamata a vivere per Amore. Non sono discorsi da persone per bene o da cristiani all’ultimo grido, ma sono la realtà dei fatti.
Che tu sia in un matrimonio, dentro la vita consacrata o single, sappi che sei chiamato ad Amare come progetto di vita. La forma non conta. Il come e il dove sono dettagli.
Quando in questo libro parliamo dell’Amore, non ci riferiamo solo alle relazioni di coppia, ma alla vita, al senso del tuo essere al mondo. È qualcosa di molto grande. E, sebbene stiamo qui a scrivere infinite pagine per darti gli strumenti per risolverti affettivamente e poter entrare completamente nella vita piena, allo stesso tempo è vero anche il contrario: avere fissa la meta aiuta a velocizzare il processo di risoluzione affettiva.
Il fine dei nuclei di morte non è quindi quello di stare semplicemente meglio, assolutamente no, troppo poco. Per questo ci sono tantissimi bravi professionisti, psicologi e psicoterapeuti più competenti (forse la parola “tantissimi” è un attimo esagerata… ma qualcuno bravo c’è). È vero che è meglio imparare a sapersi relazionare bene con i genitori. È chiaro che è meglio saper gestire una sessualità sana e che questa porterà più vantaggi nella tua vita che la trombamicaggine. È vero pure che avere una buona autostima cambia totalmente la percezione delle situazioni e delle persone, oltre che di te stesso. MA, una volta risolte queste cose che adesso ti sembrano miraggi, che ci fai? Ti siedi sul divano più comodo la sera?! Forse è piccolo come obiettivo, che dici?
È l’Amore il fine. L’Amore è il progetto di vita. È Amare la meta.
Certo che devi iniziare prima da te. Devi Amarti prima tu. Ma se l’amore non è generativo non è Amore. Se l’amore non è gratuito verso un altro non è Amore. Se la tua stessa vita non è per qualcuno, è un semplice egoismo.
Nessuno ha amore più grande che quello di dare la sua vita per i suoi amici 🙏 –Gv 15, 13
…e l’ha detto Uno che la sua vita l’ha data pure per i nemici!
L’amore muore quando non è un progetto di vita. La vita muore quando Amare non è il fine, perché un altro senso non sarà mai abbastanza. Lo sport, la carriera o il macchinone non potranno mai essere la risposta a quella spinta generativa che abbiamo dentro.
Siamo impastati di eternità e siamo fatti per donare questa eternità. Solo quando lo facciamo ci sentiamo sazi, pieni, toppest. Tutto il resto fa parte della lista surrogati.
Ecco, se leggi questo libro con questo obiettivo, puoi lasciare qui su questa pagina tutte le tue scuse, le tue giustificazioni, le lamentele per il mondo ingiusto, i pianti per le sofferenze che ti hanno schiacciato. Lascia tutto qui. Fatti l’ultimo pianto sulla tua storia e, da adesso in poi, guarda dritto avanti alla meta, perché è questo che ti renderà davvero felice, non se ti sposi o rimani single. Una donna che spende la sua vita per amare nel posto dove è chiamata a farlo è una persona felice. A quel punto, che ti importa se sei single?! Prenditi in giro da sola e fatti due risate. Magari tu sarai la prima santa protettrice delle donne single, santa Zitella da Pordenone!
Non esiste al mondo qualcuno che muore risolto affettivamente fino in fondo. Ma esistono grandi uomini che muoiono mezzo irrisolti ma felici veramente perché hanno Amato veramente (si chiamerebbero propriamente “santi”).
Quindi, se il progetto della tua vita è sposarti, è sbagliato perché stai chiedendo a una cosa grande, come il matrimonio, di colmare un desiderio infinito, quello della pienezza di vita. Solo l’Infinito può riempire un desiderio infinito. Non so se mi spiego… se non mi spiego, rileggi cinque volte la frase precedente!
L’Amore, se non cresce, muore. È un cammino che dura fino all’ultimo respiro. Non si campa di rendita. Se non sei in cammino con te stesso, nella relazione con Dio e con tuo marito o il tuo fidanzato, non ci vai lontano. Per vivere un matrimonio tranquillo non bastano le scelte forti vissute nel fidanzamento. Non dormirei proprio a sette cuscini se la vita quotidiana si basa su quei dieci anni meravigliosi quando eravate spensierati. Il cammino è fatto di litigi, di cadute, di gioie grandi, di cose dette male. Quando si vive di ricordi, io forse qualche cuscino lo toglierei dai sette e mi rimetterei in carreggiata per vivere quel Amore Grande di cui abbiamo parlato proprio qui, proprio oggi.
Se non sei credente, vale lo stesso. Quando un ateo cerca nel matrimonio il mettersi a servizio dell’altro, vive l’Amore vero. Quando un ateo cerca nel matrimonio che l’altro lo capisca, che l’altro gli faccia vivere forti emozioni, che l’altro legga nel pensiero i suoi bisogni, ecco, tutto va a rotoli. Le nostre chiese sono piene di credenti molto atei che di Gesù Cristo guardano i miracoli e gli applausi dei discorsi sulle montagne, ma si dimenticano della lavanda dei piedi e della croce. Vivono un Gesù Cristo fatto di euforia e bella compagnia, perdendosi la parte migliore, quella che sazia ogni domanda esistenziale.
Maria e Giuseppe
Se vogliamo raccontare una storia come negli altri capitoli, me ne viene in mente solo una che potete approfondire da soli: Maria e Giuseppe.
La loro storia è avere come progetto di vita servire l’Amore (nel loro caso, in tutti i sensi!). Loro non sono caduti nel buco nero dell’autoreferenzialità del loro ombelico nel guardare sempre e soltanto le loro incapacità. Neanche hanno sottolineato troppo la loro inadeguatezza alla portata della cosa. Hanno, invece, gestito con Dio la situazione mettendosi a servizio per come erano (non sposati, giovani, senza una lira). Avevano chiara la meta: l’Amore, il servizio dove e come erano chiamati a fare.
Ogni famiglia, non solo la loro, è un incubatore di eternità. Ogni matrimonio è chiamato a questo, perché ognuno di noi ha questa vocazione.
La nostra amica Nicoletta Musso direbbe che una relazione senza progetti, senza una meta di Amore Grande, si può catalogare come tossica. In fondo, dimmi che amore è se non quello che costruisce, che progetta, che genera vita, che accoglie, che guarda oltre. Un amore senza un progetto d’Amore è come un albero senza radici: prima o poi crolla. E quando crolla, non resta che la polvere di ciò che poteva essere e non è stato.
Per questo, non importa se sei credente, ateo, single o sposato: se non hai un progetto più grande di te, l’amore diventa un soprammobile. Bello da guardare, ma inutile.
Il rischio è che tu possa essere felice 🌟
Ecco alcuni spunti per continuare a lavorare:
Qual è il tuo “progetto d’amore” oggi? Non la lista dei desideri, ma ciò per cui sei disposto a spenderti senza calcoli, a dare la vita.
Cosa ti trattiene dal vivere un Amore donato totalmente? A quali sicurezze ti aggrappi?
Se domani scoprissi di non poter più avere relazioni romantiche, come spenderesti la tua vita per generare Amore?
Buon cammino
Ale
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