Conquistare un'anima #66
Ciao!
È venerdì 💫 ecco un nuovo numero della newsletter di 5pani2pesci!
Mentre riflettevo sul senso ultimo del nostro servizio, mi sono imbattuta in una verità semplice ma rivoluzionaria.
Condivido con voi alcune riflessioni nate tra veglie notturne e incontri con ragazzi in cerca di senso. Scopriremo insieme come trasformare la nostra fragilità in strumento di grazia e perché la vera evangelizzazione inizia sempre in ginocchio.
Buona lettura!
Ale
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Senza di te non si può fare!
Conquistare un’anima
Mentre le giornate scorrono veloci e le notti sono piene di veglie e preghiere, mi chiedo cosa sia davvero la cosa più importante di tutte nel concreto della mia vita.
Ogni giorno c’è un ragazzo o una coppia che inizia un percorso di discernimento per capire il proprio posto, ovvero cosa deve fare nel concreto per servire Cristo. Ma l’obiettivo ultimo di tutto qual è?
Certo, c’è anche chi (forse la stragrande maggioranza!) si butta a capofitto in qualche “impegno” di servizio in parrocchia o nel proprio gruppo di preghiera o associativo, confondendo la “chiamata/vocazione” con il fare qualcosa di buono per qualcuno. Abbiamo ridotto il cristianesimo ad una serie di “brave persone” che fanno buone azioni. Un volontariato in cui, se e quando abbiamo il tempo, recitiamo un Padre Nostro prima di iniziare a progettare, organizzare, inventare qualcosa per qualcuno sperando che funzioni. E stiamo lì a cercare “nuove forme di evangelizzazione” come se il problema fosse la forma e mai la sostanza.
L’obiettivo, nel migliore dei casi, è creare un ambiente sano per i giovani, riuscire a fare il catechismo ai bambini in parrocchia, anche a costo di una visita in psichiatria per l’esaurimento di qualche catechista, o avere un riscontro numerico a proposte che osano un po’ di più della solita azione cattolica. Nel peggiore dei casi, invece, cerchiamo solo e soltanto un applauso a noi stessi, sia esso silenzioso, cioè culminante nella mia autoincoronazione a “brava persona santa” sia all’autocelebrazione delle mie capacità comunicative a quanti più possibile, dai social in su.
Io sono qui oggi e mi chiedo: ma a cosa siamo chiamati davvero?
A questo si può rispondere facilmente con la falsa umiltà di dire “Io non sono capace, lascio fare agli altri”. Oppure “non amo mostrarmi” e lo uso come scusa per sotterrare il talento che Dio ha messo nelle mie mani. Aggiungete voi la vostra…
I più ben disposti a cercare prima di tutto il regno di Dio invece iniziano percorsi, discernimenti e fanno pellegrinaggi per capire davvero dove e come possono essere a servizio.
Ognuno trova, cammin facendo, la propria strada e il proprio carisma, ma c’è una cosa che è prima di tutto ed è anche la meta: conquistare un’anima.
Se solo diamo da bere a qualcuno perché è di Cristo, avremo la nostra ricompensa. Pensa che se conquistiamo un’anima il paradiso è nostro. Che cosa enorme!
Amici, le anime sono la priorità! È uguale il carisma ed è uguale se sei bravo e vuoi apparire o no. Più di questo c’è il perché lo fai, cioè se lo stai facendo per conquistare un’anima. Questo non si fa il giovedì sera o la settimana estiva di ritiro in montagna con i giovani. Per conquistare un’anima, ogni singola anima, ci vuole tutto. Tutto. Tutto tutto. Tutto il tuo tempo, tutto lo spazio, tutti i tuoi soldi, tutta la tua casa, tutta la tua famiglia, tutto il tuo lavoro, tutta la tua fragilità, tutta la tua storia, tutti i doni che Dio ti ha fatto. Tutto, ma proprio tutto di te perchè un’anima costa la croce di Gesù Cristo + la mia vita.
Dio continua a creare, a guarire, a salvare i cuori dalla menzogna e ci rende partecipi della Sua opera facendolo con noi, insieme a noi: il Suo sacrificio che si compie ogni giorno sull’altare a messa + la mia vita. È una cosa davvero grande! Per questo fa un po’ ridere quando si scambia la fede con uno sport della domenica o del tempo libero… non serve a niente.
Da dove partire
Vi confesso che nasco timida e sono particolarmente fragile davanti alle difficoltà e ansiosa, MA per un’anima divento sfacciata, sicura e forte. Mi pesa da morire fare i podcast, mi imbarazza, ma prego insieme a Francesco lo Spirito Santo e so che il Signore usa proprio me per arrivare al cuore di altri.
Ogni volta che devo fare un video per i social ne faccio un dramma. Spesso quando devo parlare in pubblico piango perché ho paura, so che non sono capace, mi vergogno, MA per un’anima lo faccio.
Se ci riesco io che sono una cagasotto, vuoi non riuscirci tu?! Capisci che non è questione di capacità o di peccati o di umiltà, ma è questione di anime, di diventare pescatori di uomini, ovvero tirare fuori dall’acqua tuo fratello e portarlo alla luce come gli altri hanno fatto con te.
Probabilmente se nasci esuberante o egocentrico non diventerai mai davvero mite, ma se ti metti in gioco con il desiderio vero di salvare un’anima con Cristo vedrai che ti viene pure l’umiltà. E se proprio non puoi assolutamente fare nulla perchè non hai davvero le capacità per rispondere ai bisogni reali, ricordati che santa Teresina, dalla clausura del suo convento francese, è diventata patrona delle missioni con la forza delle ginocchia.
Nelle nostre realtà troviamo due modi di vivere: o il “si è fatto sempre così” o “cosa ci inventiamo quest’anno per attirare i ragazzi?”. C’è un problema di fondo: manca la sostanza, non è la forma il problema! Cosa inventare di nuovo per i ragazzi? Gesù Cristo!!! Ci avevate pensato?! Avete digiunato per un mese prima di incontrarvi per organizzare quell’attività? Stai concretamente dando la tua vita per quei ragazzi ogni giorno, oppure ti piace semplicemente quel fare? Ti garantisco che quando le ginocchia si consumano e lo stomaco brontola ti vengono in mente solo cose molto semplici da proporre. Miracolosamente ti accorgerai che quelle cose piccole funzionano tanto perchè lì tu hai proposto veramente Gesù Cristo.
Qualunque sia il tuo posto, sia che tu già lo sappia, sia che tu sia ancora alla ricerca, non dimenticare che il fine è conquistare un’anima per il Signore. Quindi ti dò una buona notizia: inizia a farlo da subito attraverso la preghiera incessante perché tuo fratello aspetta la liberazione e la luce, la verità e la gioia. Solo il Signore può liberare, guarire, donare pienezza di vita! Dipende dal nostro sì a questo atto di carità.
Il rischio è che tu possa essere felice!
Ale
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