Fare discernimento con i nuclei di morte
I nuclei di morte sono quelle dinamiche umane che non permettono all’amore di crescere. Affrontarli è necessario per il discernimento vocazionale: non puoi capire qual è il tuo posto nel mondo se non hai il coraggio di scendere nella tua storia e affrontare quei nodi che ti impediscono di essere veramente libero di dare la vita.
Chiamare per nome ciò che ti blocca
Arriva un momento in cui la vita ti presenta il conto e capisci che non bastano gli esami all’università, il lavoro e gli amici: devi prenderti cura della tua affettività. I nuclei di morte sono dinamiche umane che ci mettono in difficoltà nelle relazioni e ci impediscono di sbocciare pienamente nell’amore. Il primo passaggio è la consapevolezza: smettere di scappare, togliere il velo e iniziare a chiamare le cose per nome.
Imparare a metterci mano
Padre Giovanni diceva sempre che il cristiano è l’esperto in umanità: non si può essere grandi cristiani senza essere grandi uomini. Questo richiede la volontà di smettere di girare a vuoto e iniziare a mettere mano seriamente su queste dinamiche, equipaggiandosi con gli strumenti giusti. Che sia la terapia, un padre spirituale o dei fratelli che ti accompagnano, l’obiettivo è risolversi affettivamente, diventando adulti consapevoli. È un progetto di vita, non si fa in 3 mesi, ma è proprio questo che lo rende un progetto all’altezza della nostra necessità di verità.
La grazia di una ferita salvata
Tutto questo lavoro ha senso solo se ti porta a stare con le mani aperte per accogliere una grazia. Il Signore non vuole semplicemente guarire il dolore, ma vuole salvare la tua storia. Quel vuoto o quella mancanza che hai vissuto diventano il luogo dove Dio versa il suo Spirito, trasformando il tuo limite in una sensibilità che nessun altro ha. La tua ferita salvata diventa così la benzina per amare fino in fondo, donando la vita fino all’ultima goccia, proprio come Gesù Cristo.
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